GIORGIO NAPOLITANO (A.K.A. IL MAGO DEL QUIRINALE)

Napolitano_mago

Credo che ormai tutti conoscano la (brutta) storia di come il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano abbia gestito il post-berlusconi, raccontata da Alan Friedman ieri a Piazzapulita, e ripresa oggi dal Financial Times e dal Corriere della Sera. E ognuno si sarà anche fatto la propria personale opinione, come questa o questa.

Lungi da voler fare un’esegesi dell’uomo o del politico Napolitano, è interessante però soffermarsi sulla gestione temporale dell’affaire che ha condotto Mario Monti a occupare lo scranno di Presidente del Consiglio nel Novembre del 2011.

La versione ufficiale, non quella piddina che racconta le dimissioni di Berlusconi a causa di una mancanza di maggioranza in Parlamento, è che bisognasse FARE PRESTO a togliere quel priapo immorale di Berlusconi dal ponte di comando. La causa: i mercati ci stavano punendo via spread.

Questa narrazione, se può avere un barlume di credibilità verso la fine dell’anno in oggetto, appare totalmente menzognera se translata temporalmente al giorno del primo (presunto?) incontro tra Napolitano e Monti, datato giugno 2011, in cui il primo sondava la disponibilità del secondo a farsi elegg…nominare Presidente del Consiglio. Nel grafico di seguito è evidenziato, in maniera spannometrica, il valore dello spread a giugno 2011:

spread BTP-BUND
Lo spread BTP-BUND 10Y. Il valore evidenziato si riferisce a giugno 2011

Lo spread BTP-BUND sotto i 200 era un livello rischioso per le finanze pubbliche italiane? Non credo proprio!

Ne segue che l’unica spiegazione razionale è che il Presidente della Repubblica sia dotato di capacità divinatorie, prevedendo con cinque mesi di anticipo il valore dello spread nel novembre del 2011.

O no?

Postato da: @spud85

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Una risposta a "GIORGIO NAPOLITANO (A.K.A. IL MAGO DEL QUIRINALE)"

  1. Esattamente il 17 giugno 2011 Moody’s inaugurò la serie di micidiali downgrade che avrebbero colpito in più riprese l’Italia ponendo il nostro Paese in outlook negativo. Moody’s citò specificamente la debolezza della situazione politica italiana tra le cause della decisione. E in quel periodo il nostro parlamento era impegnato a discutere “intelligentemente” il tentativo di accorciamento dei tempi di prescrizione dei processi. I tassi italiani, che erano rimasti sostanzialmente fermi da gennaio a maggio (lo spread si ridusse per effetto del rialzo dei tassi tedeschi stimolato dalle stupide decisioni di politica monetaria della BCE) cominciarono la loro inesorabile salita proprio da inizio giugno, passando da 4,62 del 3 giugno a quasi il 5,00 a fine mese. Da li poi inizio il brusco rialzo dei saggi di interesse col BTP decennale che arrivò al 6,00% il 18 luglio. E’ quindi esattamente giugno il mese in cui la crisi del debito italiano muove i suoi passi decisivi. Tutti gli operatori, posso assicurare, ne erano perfettamente consapevoli. E, di conseguenza, non solo loro

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