PIAZZAPULITA 01-06-2015: L’ANNUNCIAZIONE DELL’ANNUNZIATA

Un’altra splendida puntata di Piazzapulita è purtroppo oramai parte del passato, ma per il diletto di chi l’avesse persa in diretta si può rivedere qui.

La puntata è incentrata sull’analisi dei risultati delle elezioni regionali dello scorso weekend e prevede tra gli ospiti dei giornalisti ostili al potere come Paolo Mieli, Marco Damilano e Lucia Annunziata.

Le tre ore di trasmissione scorrono noiose, tra un “Salvini brutto” e un “bimbo di 11 anni Rom che non è a scuola perchè i compagni lo maltrattano dopo i fatti di Battistini ma lui poverino vorrebbe fare il poliziotto da grande”.

Il tutto è condito dalle solite menate passeriane e bonafediste (credo davvero che ci sia della buonafede nelle droidi renzine, colpevoli solo di manifesta inferiorità palesata in ogni dibattito).

Si prosegue gaudenti tra un “grazie all’euro” ripetuto a mo’ di litania da Passera e un “glielo dice lei agli imprenditori del Veneto – Borghi – che quando usciamo dall’euro sospendono Schengen e allora a chi li vendono i loro prodotti” della europarlamentare del PD, che racchiude in una sola frase tutte le caratteristiche della falange rignanese:

  • l’insipienza di chi confonde libera circolazioni di merci con quella di persone, l’euro con l’UE con il mercato unico e fors’anche le meringhe con le mine antiuomo,
  • la colpevole ignoranza e sfacciataggine di una classe politica di nominati (aridatece la Zanicchi al PE, verrebbe da urlare): una moneta sopravvalutata favorisce l’export, come del resto il turismo (Nardella docet)
  • la stoltezza di parlare del Veneto dopo la scoppola che la cara Alessandra Moretti – forse l’unica candidata veramente renziana DOCG – deve ancora metabolizzare dopo essere stata piú che doppiata da Zaia (LN)
  • la totale assenza di fact checking in uno studio televisivo in prima serata, se non fosse per i ripetuti tentativi compiuti dal responsabile economico della Lega Nord Claudio Borghi.

Ma guai a pensare di aver raschiato il fondo, perché al minuto 1:45:40 inizia lo show di Lucia Annunziata. Ecco le parole del suo intervento:

…perché, secondo me, se c’è un capo in questo Paese – soprattutto un capo come Renzi – che vuole davvero prendere nelle mani la nazione, dovrebbe essere un capo che deve essere in grado di unificare l’analisi di questo voto. A me non mi interessa che lui dica “è colpa di Pastorino, è colpa di quell…” No!

Io voglio capire: Palazzo Chigi cosa pensa oggi, il giorno dopo le elezioni, di questa cosa? E perché non lo sa? E…chiudo.

Io ho una spiegazione di quello che è successo: Matteo Renzi ha pagato in queste elezioni la cambiale di come è andato al potere. è andato al potere a Roma con un…bellissimo … veramente con un bellissimo piano politico di successo…di…di…di…conquista delle istituzioni. La sua è stata però una conquista soprattutto di vertice: ha preso Palazzo Chigi – notoriamente senza voto – che è stata…come dire…diciamo un, una scorciatoia molto buona, ha preso il PD a Roma. Il suo potere non è mai stato in grado di essere – il suo potere intendo dire anche il suo progetto di cambiamento eccetera eccetera – non si è esteso mai sul Paese.

[Renzi] semplicemente non ha avuto il tempo, non ha avuto modo, forse non ha avuto il progetto, dovendo stare a Roma, dovendo cambiare lo stato, dovendo governare e dovendo fare…non si è mai, mai distribuito sul territorio. Oggi lui, e tutte le altre forze politiche, scontano una crescita selvaggia di…di…trasformazioni del Paese di cui nessuno sa niente“.

Anche i piú esperti araldi del renzismo senza se e senza ma faticano a raccontare la parabola politica del “capo” come un processo democratico e meritocratico: in questo Renzi poco si discosta dagli eventi che poco piú di due anni prima dell’ex-sindaco di Firenze connotarono la presa del potere di Mario Monti. Casualmente, ad opera dello stesso Presidente della Repubblica.

Poi Formigli rincara la dose:

Renzi ha fatto un’operazione brillante di presa del potere, molto brillante, ma è come se fosse stata un’operazione dall’alto, senza mettere i piedi nel fango – diciamo no – del Paese. è come se Renzi a questo punto scontasse il fatto di non avere conosciuto il fango di questo Paese, di non averlo attraversato abbastanza. E quindi adesso i nodi vengono tutti al pettine. I nodi ci sono e lui ne è quasi un po’ spaventato, no?

La risposta della Bonafé ovviamente parla di fondi europei e supercazzole assortite.

Tutto normale, vero?

Postato da: @spud85

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